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mercoledì 30 marzo 2011

“Come stai?”



è la frase d’esordio nel mondo che ho intorno
Tutto bene, ho una casa
e sto lavorando ogni giorno
che cosa vuoi che dica? Di cosa vuoi che parli?

Di com’è facile andare quando non sai guidare
...
Di com’è grande il mare
quando non sai nuotare
...
Di come navigare al rallentatore
Forse dentro me cambiano le cose
Dentro al mio giardino nascono le rose

(Brunori Sas)

il sogno di sempre



Era invisibile. Lo era sempre stato.
Ma non importava: lei lo aveva visto.
Lei riusciva sempre a vederlo.
Quando gli puntava addosso i suoi occhi azzurri,
lo faceva sentire reale.

Camilla Läckberg

lunedì 28 marzo 2011

aspettando il pesce d'aprile del WakeUp...



E' più facile far cover di un morto perchè non può lamentarsi.

G.Canali

venerdì 25 marzo 2011

weikappa

mercoledì 23 marzo 2011

Hello, is there anybody in there?



Come on now
I hear you're feeling down
I can ease your pain
And get you on your feet again

Relax
I'll need some information first
Just the basic facts
Can you show me where it hurts?
...
There is no pain you are receding
A distant ship's smoke on the horizon
You are only coming through in waves
Your lips move, but I can't hear what you're saying

When I was a child
I caught a fleeting glimpse
Out of the corner of my eye
I turned to look but it was gone
I cannot put my finger on it now
The child is grown
The dream is gone
And...I have become
Comfortably numb.

martedì 22 marzo 2011

ad/con (gli) occhi chiusi

...
io non lo so se la tua pelle
abbraccia spazi così grandi
da farmi alzare in volo via da qui
con le ali incerte che ora ho
...

C.Donà


...
sembra come se
ogni cosa qui
mi parlasse di te.

M.Giangrande

lunedì 21 marzo 2011

è un canto di per sé



Fai come il lanciatore di coltelli, che tira intorno al corpo.
Scrivi di amore senza nominarlo, la precisione sta
nell'evitare.
Distràiti dal vocabolo solenne, già abbuffato,
punta al bordo, costeggia,
il lanciatore di coltelli tocca da lontano,
l'errore è di raggiungere il bersaglio, la grazia è di
mancarlo.

Erri de Luca

confini



...in un mondo in cui quelli vecchi vengono cancellati e qualcuno vorrebbe crearne di nuovi, solo quelli delle emozioni continuano a nascere e a morire semplicemente, senza un disegno umano, un secondo fine, un'imposizione, ma solo perché seguono il battito del cuore, il profumo di un ricordo, una sensazione.

G.Di Michele

ma anche sì

domenica 20 marzo 2011

continuamente e scioccamente



Una macchina stupida?
Una lettera che ignora il suo mittente e sbaglia la sua destinazione?
Una pallottola perduta, che un dio ha sparato per errore?
Veniamo da un uovo più piccolo di una testa di spillo, e viviamo su una pietra che gira intorno a un stella nana e che, contro questa stella, prima o poi, si scontrerà.
Tuttavia, siamo fatti di luce, oltre che di carbonio, ossigeno, merda, morte e tante altre cose e, in fin dei conti, siamo qui da quando la bellezza dell'universo ha avuto bisogno di essere vista da qualcuno.

E. Galeano

sabato 19 marzo 2011

dubito ergo sum

venerdì 18 marzo 2011

por favor

lunedì 14 marzo 2011

cunusce a lello?



L'argomento del mio libro sono io.

Montaigne

libro da rimorchio

venerdì 11 marzo 2011

il diritto di sognare


Una mujer, negra, será presidente de Brasil y otra mujer, negra, será presidente de los Estados Unidos de América.
Una mujer india gobernará Guatemala y otra, Perú.

E. Galeano

prima o poi

e volo ad occhi chiusi



Io non capisco se l'amore sia
ferita o cura tra di noi
e se il privarci di carezze
potrà salvarci oppure no.

La Crus

mercoledì 9 marzo 2011

chiudi gli occhi


costruire è sapere e potere
rinunciare alla perfezione.

N. Fabi

ministri senza portafoglio

martedì 8 marzo 2011

ventana sobre las mascaras


Ñato Garcia, in Australia, fece finta di essere pazzo.
Era il tramonto e lui guardava il sole che si stava spegnendo a Melbourne mentre a Montevideo si stava accendendo, quando decise di fare il matto.
Ebbe deliri e allucinazioni. Combattè contro nemici invisibili, lanciando cazzotti all'aria, e trascorse giorni e notti seduto contro un muro, senza chiudere gli occhi. Si rifiutò di parlare, perchè il diavolo della follia gli entrava dalla bocca aperta. Rifiutò di dormire, per paura di morire della follia notturna. Sopportò medicine, iniezioni, elettroshock. Alla fine, dopo essersi proibito per quattro anni qualsiasi normalità, i medici australiani si convinsero del fatto che fosse un caso incurabile.
Fu così che Ñato ottenne un biglietto di ritorno e ricevette una buona pensione per vivere senza lavorare per tutto il resto della vita. Per l'ultima volta si guardò allo specchio nella sua casa di Melbourne, disse addio al pazzo e salì salì sull'aereo.
Arrivò finalmente nella città delle sue nostalgie.
A Montevideo si mise a cercare. Cercò la casa della sua infanzia e là c'era un supermercato. Il campo incolto dove aveva fatto l'amore per la prima volta era un parcheggio. Cercò i suoi amici. Non c'erano più. Cercò e si cercò senza trovarsi da nessuna parte e allora gli venne un dubbio: "Chi sarà rimasto là, a Melbourne, il pazzo oppure io?".
Una volta all'anno, solamente una volta, Ñato si riconosce allo specchio. Arriva il carnevale con i suoi rulli di tamburo e Ñato si riconosce. Questo accade quando lo specchio gli riflette la sua faccia mascherata: naso da pagliaccio, un sorriso enorme dipinto sulle labbra, la luna tra le ciglia e le stelle sparse su tutto il volto.

E. Galeano

non c'è due senza te

per carità o per amore
spiegami come si fa
a fare di un bisogno
solo un desiderio.

Dente

lunedì 7 marzo 2011

il piccolo spiderman

Tutti i grandi sono stati bambini una volta. (Ma pochi di essi se ne ricordano).

Antoine de Saint-Exupéry

giovedì 3 marzo 2011

yo no necesito tiempo



Non ho bisogno di tempo
per sapere come sei:
conoscersi è luce improvvisa.
Chi ti potrà conoscere
là dove taci, o nelle
parole con cui taci?
Chi ti cerchi nella vita
che stai vivendo, non sa
di te che allusioni,
pretesti in cui ti nascondi.
E seguirti all'indietro
in ciò che hai fatto, prima,
sommare azione a sorriso,
anni a nomi, sarà
come perderti. Io no.
Ti ho conosciuto nella tempesta.
Ti ho conosciuto, improvvisa,
in quello squarcio brutale
di tenebra e luce,
dove si rivela il fondo
che sfugge al giorno e alla notte.
Ti ho visto, mi hai visto, ed ora,
nuda ormai dell'equivoco,
della storia, del passato,
tu, amazzone sulla folgore,
palpitante di recente
ed inatteso arrivo,
sei così anticamente mia,
da tanto tempo ti conosco,
che nel tuo amore chiudo gli occhi,
e procedo senza errare,
alla cieca, senza chiedere nulla
a quella luce lenta e sicura
con cui si riconoscono lettere
e forme e si fanni conti
e si crede di vedere
chi tu sia, o mia invisibile.

P. Salinas

mercoledì 2 marzo 2011

Lieve_



_svenire per sempre persi dentro di noi.

martedì 1 marzo 2011

factory girl

sottotitoli comunisti

Voglio respirare lentamente il tuo profumo e...

...non so se risvegliarti
Ho dormito poco per sognarti all'improvviso
e non ho sognato niente
Esco per lasciarti libera di sopravvivere
per dimenticarti e ritrovarti inconsapevole.
Non vedi che mi arrendo
Non capisci che lasciandoti andare
Potrai desiderare
Riconquistarti e perderti
Perchè non vedi che ti attendo
Ti proteggerò restando lontano
Nel silenzio
Nel silenzio i tuoi vestiti ballano
Poi sorpresi dalla luce cadono
Con una grazia irreale
irreale
Ma io devo ritornare a camminare verso ciò che non so
Anche se ieri ti ho sentito respirare
in ogni cosa che ho desiderato
Esco dal tuo corpo con un gesto impercettibile
per dimenticare che l'attesa sia incantevole
Non vedi che mi arrendo
Non capisci che lasciandoti andare
Potrai desiderare
Riconquistarti e perderti
Perchè non vedi che ti attendo
Ti proteggerò restando lontano
Nel silenzio
Nel silenzio

P. Benvegnù

and you?

fakeismi