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martedì 12 febbraio 2013

tu non stare in pensiero


               

mi assumo il rischio di amarti 
passeggiando in sordina 
nel mercato di gennaio.

Eva Laudace

domenica 13 gennaio 2013

quizás, forse, maybe




Forse le mie stanze sono meno importanti
eppure l'illusione l'ho vista colta
all'ingresso di casa

forse le mie lenzuola sono meno importanti
come invisibili resistono
impassibili negli anni

forse le mie lacrime sono meno importanti
e la voce si è rotta
nell'atto del letto

forse le mie ciglia sono meno importanti
ma il cuore è più giovane
mi ridono gli occhi

forse le mie poesie sono meno importanti?
Tutte le mie poesie sono meno importanti
la qualunque tranne ciascuna

la poesia che ho vissuto e che vivo
quando si muove la tua confusione
addosso alla mia.

Eva Laudace













lunedì 30 luglio 2012

volto di _e



la maschera che nasconde un'emozione a lungo andare diventa volto.

Eva Laudace


mercoledì 7 dicembre 2011

vestita di mare


E' che la terra non può essere mare
e tu non puoi essere mare.
E' che l'albero invece
viene dal mare
vive di mare
e muore di te.

E. Laudace

lunedì 17 ottobre 2011

come sempre più spesso tu luce

Sempre tu vento
sempre io conchiglia

Come sempre
son sicuro crescerai
come sempre
al mio fianco resterai

Un istante, una vita in scatola
come sempre una foto parlerà


Scivolo su certi modi di incontrarci con le mani
proprio in mezzo ai tuoi discorsi
proprio mentre parli.

Scivolo su queste notti

dove un battito di occhi chiusi quanto basta
chiusi per vederti.

Scivolo e ti vengo addosso
scivolo sempre piu' spesso

credo di provarci gusto ad aggrapparmi a te.

Come sempre
ti assicuro capirò
come sempre
oggi mi accontenterò
.

domenica 21 agosto 2011

mangiare senza mangiarci



Sono stanca dei buchi
stanca delle cicatrici.

Mi tocco e quel che sento
resta sempre aperto lì.


Eva Laudace

giovedì 28 luglio 2011

la febbre (non è)



Febbre alta
oggi
come ieri
quando hai confuso tutti i miei suoni
che fino a quel momento
galleggiavano distinti nell'aria.

E.Laudace


...
non è
ma è tutto quello che
io ho rubato in te
non è
ma è tutto quello che
non ho trovato in te.

mercoledì 20 luglio 2011

la pittrice e la fotografa di girasoli


mi puoi raccogliere, mi puoi raccogliere tenendomi tra le tue mani
e mi puoi rincorrere, mi puoi rincorrere che intanto io non so scappare
tu mi puoi rincorrere, mi puoi rincorrere finchè vuoi
e ti puoi nascondere, ti puoi nascondere che intanto io ti so trovare
e mi puoi raccogliere, mi puoi raccogliere
tanto so che sotto il cielo disegnato al tramonto
il mio girasole si china sul prato per aspettare solo te.

Petra Magoni

mercoledì 13 luglio 2011

le parole e le note di baby building hanno dentro il mare


l'alba più bella di tutte le albe ha dentro il mare
il tramonto più bello di tutti i tramonti ha dentro il mare
i libri letti al mare hanno dentro la sabbia per scrivere d'amore
e per scrivere d'amore ci vuole una storia
e ci vuole uno sfondo e ci vuole il mare

Eva Laudace

martedì 14 giugno 2011

mille papaveri rossi



Ma non è mica un vento
questo che mi riconduce a te
sono i papaveri campestri
a macchie a macchie
indelebili sulla schiena
sparsi e sparuti
come sedimenti marini
sul fondale dei nostri ricordi.

Eva Laudace

venerdì 3 giugno 2011

conosci?



Conosci i miei occhi se guardano lontano da te
le mani che non so curare,
conosci le stanze poco illuminate dov'è
possibile arrivare bendati.
Pronunciare una ferita
quando è appena ricucita
non è semplice.
Arginare la tensione
contenere un'emozione
è più nobile.
Ecco un'ombra che mi legala certezza di qualcosa che poi cambia.
Scavare o tralasciare il senso voltarsi e non guardare dentro
Ammettere o tacere, avvicinarsi e rimanere.
Conosci i miei occhi quando guardano verso di te,
i giorni normali senza un gesto da ricordare.
Conosci i colori e la parte più scura di me
difficile da raccontare.
Conosci i miei occhi quando guardano lontano da te,
i particolari delle mani che non so curare,
conosci i ricordi e la parte più scura di me
difficile da raccontare.

C. Donà

lunedì 18 aprile 2011

l'équilibre parfait


Nelle relazioni si cerca sicurezza e si semina insicurezza nello stesso tempo.

Eva Laudace

martedì 8 marzo 2011

ventana sobre las mascaras


Ñato Garcia, in Australia, fece finta di essere pazzo.
Era il tramonto e lui guardava il sole che si stava spegnendo a Melbourne mentre a Montevideo si stava accendendo, quando decise di fare il matto.
Ebbe deliri e allucinazioni. Combattè contro nemici invisibili, lanciando cazzotti all'aria, e trascorse giorni e notti seduto contro un muro, senza chiudere gli occhi. Si rifiutò di parlare, perchè il diavolo della follia gli entrava dalla bocca aperta. Rifiutò di dormire, per paura di morire della follia notturna. Sopportò medicine, iniezioni, elettroshock. Alla fine, dopo essersi proibito per quattro anni qualsiasi normalità, i medici australiani si convinsero del fatto che fosse un caso incurabile.
Fu così che Ñato ottenne un biglietto di ritorno e ricevette una buona pensione per vivere senza lavorare per tutto il resto della vita. Per l'ultima volta si guardò allo specchio nella sua casa di Melbourne, disse addio al pazzo e salì salì sull'aereo.
Arrivò finalmente nella città delle sue nostalgie.
A Montevideo si mise a cercare. Cercò la casa della sua infanzia e là c'era un supermercato. Il campo incolto dove aveva fatto l'amore per la prima volta era un parcheggio. Cercò i suoi amici. Non c'erano più. Cercò e si cercò senza trovarsi da nessuna parte e allora gli venne un dubbio: "Chi sarà rimasto là, a Melbourne, il pazzo oppure io?".
Una volta all'anno, solamente una volta, Ñato si riconosce allo specchio. Arriva il carnevale con i suoi rulli di tamburo e Ñato si riconosce. Questo accade quando lo specchio gli riflette la sua faccia mascherata: naso da pagliaccio, un sorriso enorme dipinto sulle labbra, la luna tra le ciglia e le stelle sparse su tutto il volto.

E. Galeano

lunedì 21 febbraio 2011

Io mi chiedo spesso



Perchè non dovrei
Abbracciare il nulla
Fondermi nel blu
Occhiali scuri al mattino
Io sono lucido
E non vorrei morire qui.


Umberto Palazzo

giovedì 27 gennaio 2011

dove ho lasciato crepe (in)visibili

Don’t dwell on what
has passed away
or what is yet to be.
[...]
You can add up the parts
but you won’t have the sum.
You can strike up the march,
there is no drum.
Every heart, every heart
to love will come
but like a refugee.

Anthem - L.Cohen

lunedì 17 gennaio 2011

stagionalismi



Le stagioni sanno esattamente quando arriva il momento di cambiare.

Eva Laudace

sabato 4 dicembre 2010

scioccamente




Le foglie lo sanno che è già autunno.
Le foglie lo sanno che è colore indocile.

Loro lo sanno che il tempo non aspetta.

E cadono
scioccamente cadono
come le foglie sopra le foglie cadono.


Eva Laudace

martedì 22 giugno 2010

con el alma aferrada



Cio' che e' perso non torna piu'.
(Evalaudace) x