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giovedì 24 novembre 2011

l'una


Me desprendo del abrazo, salgo a la calle.
En el cielo, ya clareando, se dibuja, finita, la luna.
La luna tiene dos noches de edad.
Yo, una.


E. Galeano

giovedì 17 novembre 2011

saldati


"E come stai?"
mi chiedo dandomi del tu
"come a primavera sugli alberi le foglie".

Dente

martedì 15 novembre 2011

tcoy


stay out of trouble, stay in touch
try not to think about me too much.


Kings of Convenience

martedì 13 settembre 2011

è tempo di -


Il sole a settembre mi lascia vestire ancora leggera
Il fiume riposa negli argini aperti di questa distesa
Tu mi dicevi che la verità e la bellezza non fanno rumore
Basta solo lasciarle salire, basta solo lasciarle entrare

E' tempo di imparare a guardare
E' tempo di ripulire il pensiero
E' tempo di dominare il fuoco
E' tempo di ascoltare davvero

L'amore a settembre mi ha fatto sentire ancora leggera
Il giorno sprofonda nei solchi bruciati di questa distesa
Tu lo sapevi che nessuna gioia nasce senza un dolore
Basta solo farlo guarire, basta lasciarlo entrare.

C.Donà

mercoledì 7 settembre 2011

cammina vicino a me, ma non starmi vicino


Comprati un mazzo di fiori che poi ti do i soldi
cerca di farti bella più bella di quello che sei
muoviti fai presto che ti voglio vedere
non sbagliare via e porta qualcosa da bere
quando sei qui con me q uesta stanza non ha più pareti
appena te ne vai olocausto di tutti i poeti.

Dente

martedì 9 agosto 2011

dentro i miei vuoti puoi nasconderti


Se c’è un motivo
trovalo con me
Senza ingranaggi
senza chiedere perché
Le tue paure addormentale con me.

Subsonica

lunedì 25 luglio 2011

nosotros


Nacer, crecer, correr, perder, ganarnos
Siempre buscamos lo mismo
Siempre buscamos lo mismo.

Yo no soy quién para hablarles de mí.


Juan Ravioli

mercoledì 20 luglio 2011

la pittrice e la fotografa di girasoli


mi puoi raccogliere, mi puoi raccogliere tenendomi tra le tue mani
e mi puoi rincorrere, mi puoi rincorrere che intanto io non so scappare
tu mi puoi rincorrere, mi puoi rincorrere finchè vuoi
e ti puoi nascondere, ti puoi nascondere che intanto io ti so trovare
e mi puoi raccogliere, mi puoi raccogliere
tanto so che sotto il cielo disegnato al tramonto
il mio girasole si china sul prato per aspettare solo te.

Petra Magoni

mercoledì 13 luglio 2011

le parole e le note di baby building hanno dentro il mare


l'alba più bella di tutte le albe ha dentro il mare
il tramonto più bello di tutti i tramonti ha dentro il mare
i libri letti al mare hanno dentro la sabbia per scrivere d'amore
e per scrivere d'amore ci vuole una storia
e ci vuole uno sfondo e ci vuole il mare

Eva Laudace

domenica 10 luglio 2011

dog days


Run fast for your mother, run fast for your father
Run for your children, for your sisters and brothers
Leave all your loving, your loving behind
You cant carry it with you if you want to survive.

Florence and the Machine

lunedì 4 luglio 2011

oggi sei assente senza giustificazione


Se si rende necessario
io ti taglio in due
per conoscerti meglio.
Se si rende necessario
ti regalo un anello.

Dente

lunedì 18 aprile 2011

l'équilibre parfait


Nelle relazioni si cerca sicurezza e si semina insicurezza nello stesso tempo.

Eva Laudace

martedì 8 marzo 2011

ventana sobre las mascaras


Ñato Garcia, in Australia, fece finta di essere pazzo.
Era il tramonto e lui guardava il sole che si stava spegnendo a Melbourne mentre a Montevideo si stava accendendo, quando decise di fare il matto.
Ebbe deliri e allucinazioni. Combattè contro nemici invisibili, lanciando cazzotti all'aria, e trascorse giorni e notti seduto contro un muro, senza chiudere gli occhi. Si rifiutò di parlare, perchè il diavolo della follia gli entrava dalla bocca aperta. Rifiutò di dormire, per paura di morire della follia notturna. Sopportò medicine, iniezioni, elettroshock. Alla fine, dopo essersi proibito per quattro anni qualsiasi normalità, i medici australiani si convinsero del fatto che fosse un caso incurabile.
Fu così che Ñato ottenne un biglietto di ritorno e ricevette una buona pensione per vivere senza lavorare per tutto il resto della vita. Per l'ultima volta si guardò allo specchio nella sua casa di Melbourne, disse addio al pazzo e salì salì sull'aereo.
Arrivò finalmente nella città delle sue nostalgie.
A Montevideo si mise a cercare. Cercò la casa della sua infanzia e là c'era un supermercato. Il campo incolto dove aveva fatto l'amore per la prima volta era un parcheggio. Cercò i suoi amici. Non c'erano più. Cercò e si cercò senza trovarsi da nessuna parte e allora gli venne un dubbio: "Chi sarà rimasto là, a Melbourne, il pazzo oppure io?".
Una volta all'anno, solamente una volta, Ñato si riconosce allo specchio. Arriva il carnevale con i suoi rulli di tamburo e Ñato si riconosce. Questo accade quando lo specchio gli riflette la sua faccia mascherata: naso da pagliaccio, un sorriso enorme dipinto sulle labbra, la luna tra le ciglia e le stelle sparse su tutto il volto.

E. Galeano

lunedì 7 marzo 2011

il piccolo spiderman

Tutti i grandi sono stati bambini una volta. (Ma pochi di essi se ne ricordano).

Antoine de Saint-Exupéry

martedì 1 marzo 2011

Voglio respirare lentamente il tuo profumo e...

...non so se risvegliarti
Ho dormito poco per sognarti all'improvviso
e non ho sognato niente
Esco per lasciarti libera di sopravvivere
per dimenticarti e ritrovarti inconsapevole.
Non vedi che mi arrendo
Non capisci che lasciandoti andare
Potrai desiderare
Riconquistarti e perderti
Perchè non vedi che ti attendo
Ti proteggerò restando lontano
Nel silenzio
Nel silenzio i tuoi vestiti ballano
Poi sorpresi dalla luce cadono
Con una grazia irreale
irreale
Ma io devo ritornare a camminare verso ciò che non so
Anche se ieri ti ho sentito respirare
in ogni cosa che ho desiderato
Esco dal tuo corpo con un gesto impercettibile
per dimenticare che l'attesa sia incantevole
Non vedi che mi arrendo
Non capisci che lasciandoti andare
Potrai desiderare
Riconquistarti e perderti
Perchè non vedi che ti attendo
Ti proteggerò restando lontano
Nel silenzio
Nel silenzio

P. Benvegnù

lunedì 28 febbraio 2011

anche per me è primavera


La mia donna è un giardino d’avorio
le sue spalle sono fiori lucenti e lisci
e sotto di loro i fiori nuovi e affilati dei suoi piccoli seni
che amorosi puntano in alto
la sua mano è cinque fiori
sopra il suo ventre bianchissimo poggia
un fiore astuto a forma di sogno
e i polsi sono purissimi meravigliosissimi fiori.

E.E.Cummings

lunedì 21 febbraio 2011

Io mi chiedo spesso



Perchè non dovrei
Abbracciare il nulla
Fondermi nel blu
Occhiali scuri al mattino
Io sono lucido
E non vorrei morire qui.


Umberto Palazzo

giovedì 16 dicembre 2010

romanticismi invernali

surrealismi invernali (II)

surrealismi invernali